Antonella Tarpino

Antonella Tarpino è nata a Ivrea nel 1953. Storica e pubblicista, ha lavorato come editor di saggistica dapprima per la Garzanti e poi per Einaudi. È uno dei membri fondatori della Fondazione Nuto Revelli, dedicata allo scrittore e partigiano piemontese, e collabora con la Rete del ritorno all’Italia in abbandono. Scrive per la rivista “Lo Straniero” e per “L’Huffington Post”. Già autrice, con Giovanni De Luna e Marco Meriggi, di manuali di storia per le scuole medie superiori (“Codice storia”, “La scena del tempo”), la Tarpino ha dedicato parte delle sue ricerche alle trasformazioni subite da oggetti e paesaggi quotidiani nel territorio italiano, guardando soprattutto ai luoghi abbandonati che persistono nella memoria del Bel Paese. Di qui hanno preso corpo i volumi “Geografie della memoria” e il recente “Spaesati”, un saggio in cui la Tarpino «non si limita al racconto delle rovine», come ha affermato il sociologo Aldo Bonomi, ma «con un lavoro di archeologia sociale, le fa parlare». Accolta molto favorevolmente dalla critica, l’opera si è aggiudicata il Premio Bagutta 2013, assegnato per la prima volta dopo 86 anni a un saggio-reportage.

 

Bibliografia 
“Folla e rivolta tra storia e scienze sociali”, con Marco Revelli, Loescher, 1983
“Sentimenti del passato. La dimensione esistenziale del lavoro storico”, La Nuova Italia, 1997
“Codice storia. Percorsi e laboratori”, con Giovanni De Luna e Marco Meriggi, Paravia, 2000
“La scena del tempo. Voci, volti e immagini della storia”, con Giovanni De Luna e Marco Meriggi, Paravia, 2003
“Geografie della memoria. Case, rovine, oggetti quotidiani”, Einaudi, 2008
“Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro”, Einaudi, 2012

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